LA 43^ 24 X 1 ORA 2017


 

 

 

 

 


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CRONACA DELLA CORSA

La partenza

Un'altra grande, bella edizione della "24x1 ora" va in archivio per la soddisfazione della società organizzatrice, la "Vittorio Alfieri", e degli oltre 900 partecipanti alla maxistaffetta astigiana.
La 43a edizione, disputata al Campo Scuola di Via Gerbi, iniziata alle 14 di sabato 25 marzo per concludersi alle 15 di domenica 26 (complice il cambio dell'ora) ha visto tornare alla vittoria la formazione del Dragonero di Caraglio che dopo le sette edizioni consecutive conquistate dal 2007 al 2013, ha apposto l'ottavo sigillo, aggiudicandosi il settimo Trofeo Arturo Masoero. La società cuneese torna a superare i 380 km, una media oraria di quasi 16 km, o
ggi non sostenibile dai migliori team astigiani che si devono accontentare dei piazzamenti d'onore.
Era dal 1998 che la vittoria non veniva assegnata con una prestazione di questo livello, quando la B
rancaleone si era imposta con 381,406 km. Giova anche
ricordare che nell'anno di grazia 1982 la Vittorio Alfieri, con 385,028 km non riuscì neanche a salire sul podio.
Così la squadra di Graziano Giordanengo , con il bel totale di quasi 383 km, avvicina di un paio di km il primato della sua società datato 2007.
I favori del pronostico erano già alla vigilia rivolti alla squadra cuneese, con qualche possibilità per la Brancaleone che in effetti giocava le sue carte migliori nel sabato pomeriggio, accumulando un vantaggio massimo di 5 km e mezzo alla sesta ora, ma nelle ore notturne il Dragonero prendeva il volo con vantaggi incolmabili che si sono ampliati ancora la domenica mattina fino a toccare i 10 km, un successo mai messo in discussione.

Una quarantina di formazioni si sono date battaglia: 31 sono le squadre competitive e 9 che scendono in pista con spirito dilettantistico come la Big Bang Family, una formazione composta tutta da podisti con vincoli di parentela, poi le solite due squadre Anonime riservate agli individualisti, con gli "irriducibili" che si cimentano in questa occasione per tradizione o per non perdere il gettone di presenza. Non è solo il caso degli ormai celebrati cinque senatori, che esordiscono alla prima ora con l'ancora validissimo Franco Cipolla, ma dei fratelli Giacomo e Maurizio Fiora, capi storici e carismatici della Brancaleone con il papà Cesare (presente al bordo della pista), poi il quasi senatore Giuseppe Colasuonno che ha perso una sola edizione nel lontano 1976 e ancora Giovanni Pavan: il senatore supera i 7 km e dall'alto dei suoi 82 anni è sicuramente il più anziano tra i 904 podisti che si sono cimentati nell'edizione 2017. Un nome storico (un "ragazzo del '75") è anche quello di Enzo Aluffi, che colleziona 11,2 km e fa quasi un km meglio rispetto alla prestazione che ottenne nella prima edizione, il lontanissimo 1975.



La prima ora va al Pam Mondovì con Carlo Mauro che supera i 16 km, i big si nascondono mentre l'eterno Franco Cipolla, 68 anni, supera i 14 km per difendere con successo le carte della Vittorio Alfieri.

Torna alla 24 dopo due anni di assenza il tedesco di Biberach Charly Shumacher
(nella foto col n. 22) che porta a 24 le sue partecipazioni a questo evento
Terza ora: il meteo ci assiste a dispetto delle previsioni pessimistiche che davano pioggia il sabato pomeriggio e tutta la notte, per ora invece va abbastanza bene, cielo coperto ma senza minacce.

L'Alfieriano Emanuele Ladetto si aggiudica la sua frazione con 16.300 che resta per ora la miglior prestazione della giornata, davanti a Graziano Giordanengo; i draghi e la Branca sono perfettamente allineati e sono separati solo da 9 metri, più indietro la Vittorio Alfieri staccata di un paio di km. Eufemia Magro (Dragonero) sfiora i 15 km che a fine gara le daranno il terzo posto nella classifica femminile; momento di gloria anche per la formazione del Centro Down che con Damiano Freiburger si aggiudica la quarta frazione con il buon totale di 16.410 metri.
Il Pam di Mondovì si aggancia al terzetto di testa, solo trenta metri lo separano dai verdi della Vittorio Alfieri.

Alle 18 di sabato c'è la bella impresa della brancaleonina Elisa Stefani, già in evidenza un anno fa con 16.307 km e che oggi fa ancora meglio: con 16.5
22 stacca nel finale i tre colleghi maschi con cui aveva diviso la fatica, i tre chiudono a un centinaio di metri, mentre Elisa sfiora il record femminile della manifestazione che ancora appartiene a Rita Grosso con 16.590 m, ma si consola con il record provinciale (il precedente era di Cinzia Passuello, 16.400 nel 2008) e naturalmente si aggiudica la medaglia d'oro per la miglior prestazione femminile.

Elisa Stefani (alle spalle di Roberto Musso) migliore prestazione femminile


Nella stessa ora va in pista anche il senatore Carlo Simonetti, che inevitabilmente perde un altro mezzo chilometro rispetto alla sua prestazione dell'anno prima, ma a 76 anni è ancora in grado di superare i 9 km. Con Simonetti fa presenza solo simbolica Giorgio Asinari, da sempre una delle anime della staffetta, è tra quelli che come organizzatore rimane attivo sul campo per tutte le 24 ore; Giorgio non può neanche completare la sua ora di corsa, perchè viene richiamato fuori pista per provvedere alla riattivazione dell'impianto elettrico che è "saltato" senza preavviso. L'operazione di ripristino si conclude positivamente, ma non senza qualche patema d'animo.



Dopo le prime cinque ore di corsa è la Brancaleone saldamente al comando con più di tre km di vantaggio sulla Vittorio Alfieri (effimero secondo posto per i verdi astigiani) e sul Dragonero, ma Paolo Musso, esperto conoscitore dei valori in campo, non ha dubbi: i cuneesi nella notte hanno uno squadrone imbattibile e la vittoria finale è già assegnata con largo anticipo. Finirà proprio così. Con Gabriele Astorino, 17.170 metri, seconda prestazione maschile, la Brancaleone raggiunge alle 20 di sabato il suo massimo vantaggio di 5.5 km sul Dragonero che da questo momento inizia la sua inarrestabile rimonta.

Comincia a piovere abbastanza debolmente, le due ore successive saranno bagnate ma senza eccessi . Edoardo Marchisio regala una vittoria di tappa alla Vittorio Alfieri con 16.560 km, subito dopo va Jacopo Musso al suo primato con 16.815 sotto la pioggia un po' più fitta, una prestazione che non basta al successo in questa ora in cui Antonio Pantaleone, con 17.202, fa segnare il miglior risultato dell'intera manifestazione. A fine gara saranno cinque i concorrenti andati oltre la barriera dei 17 km, uno in meno dell'anno scorso, siamo in linea con le medie degli ultimi 10 anni, ma ben lontani dalle edizioni degli anni '80: ricordiamo la favolosa edizione del 1982 quando furono in 27 a superare il muro dei 17 km e ben 7 i "professionisti" che finirono oltre i 18 km (cinque nella stessa ora!). Da allora la qualità ha subito un brusco abbassamento mentre la quantità, in termini di squadre e concorrenti, ha più che raddoppiato i suoi numeri.

Antonio Pantaleone, miglior prestazione individuale della staffetta, davanti a Ezio Tallone e Jacopo Musso

Ricca di celebrità, l'ottava ora. Oltre alla miglior prestazione delle due giornate ad opera di Pantaleone, abbiamo in gara Willy Waibel, senatore di Biberach. La città tedesca gemellata con Asti partecipa alla staffetta dal 1990 e Willy ha sempre timbrato il cartellino e difende con buon diritto, insieme a Ursula Frommelt Bader, che correrà nel mattino della domenica, il titolo di senatore tedesco.
Poi c'è anche il senatore astigiano Giorgio Fracchia, in chiara difficoltà a correre per 60 minuti (infatti si metterà a cammina
re prima della mezz'ora), ma che riesce, solo nel finale, a recuperare un altro nome famoso, l'albese Agostino Matera, più volte vincitore del Trofeo Massese (in questa edizione sarà però solo quarto in questa particolare classifica, non gli bastano i suoi 112 kg per salire sul podio).

Il peso massimo Agostino Matera
e il senatore di Biberach Willy Waibel (2)



Alle 23 Paolo Musso chiude la serie dei cinque senatori: per lui, appena reduce da una operazione, un solo giro di pista per non perdere la presenza.
Con Emanuele Arese e Stefano Mattalia, entrambi ben oltre i 16 km e mezzo, il Dragonero colma in un battito d'ali il distacco dalla Brancaleone e col nuovo giorno Marco Corino, che sfiora i 17 km, porta i cuneesi al vertice della classifica: non saranno più superati.

L'una di notte è da sempre abbinata al nome di Luigi Gino Bersano. Il "quasi" senatore, che ha perso una sola edizione delle 43 disputate. Da tempi immemorabili ha prenotato questa ora notturna, quest'anno problemi fisici (e anche l'età non più verde) lo costringono a camminare per quasi tutta la sua ora, ma continua ad essere presente nella speranza di una improbabile amnistia che gli permetta, non si sa come, di essere promosso tra i senatori. Restando tra gli "antichi" è poi il turno anche dei Villanovesi Sarino Ruggero (41 presenze in 43 edizioni) e Riccardo Negro, ultimi reduci del team di Villanova che nei primi anni della staffetta era una delle formazioni più quotate in ambito provinciale con il forte Matteo Avataneo, primo astigiano a scendere sotto i 30 minuti nei 10 km in pista. Matteo è in pista anche in questa occasione.

Paolo Musso, senatore

Norbert Zaidler, sindaco di Biberach, non ha avuto remore a mescolarsi con il variegato popolo della 24x1 ora e alle tre di notte scende in pista in rappresentanza della sua città: Nell'ora di corsa supera i 7 km.
Alle quattro ecco un altro storico podista, Francesco Fantauzzi: anche per lui è la 42.ma volta. Alle soglie degli 80 (anni) Francesco, uno dei capi storici della Brancaleone, resta sempre in prima linea nell'ambiente podistico astigiano.
Siamo a metà gara e le posizioni sembrano ormai definite, con il Dragonero in fuga che continua ad aumentare il vantaggio sugli inseguitori, la Brancaleone saldamente seconda e poi la Vittorio Alfieri a difendere con una certa sicurezza il terzo gradino del podio. Il Pam di Mondovì, staccato di 10 km dalla vetta, ha un margine di assoluta sicurezza, più di 10 km sulla Ferrero, per ora quinta. Ha smesso di piovere e ci si prepara al cambio dell'ora (si passa all'ora legale proprio a metà gara).

Norbert Zaidler, sindaco di Biberach (12) e Giorgio Rosso (37)


Gli immancabili: Sarino Ruggiero, Gino Bersano, Francesco Fantauzzi, Giorgio Prasso (9) e Giuseppe Bagarolo (14)

Riccardo Hartwig è l'unico reduce dello squadrone della Reale Mutua di Torino (team che quest'anno ha int
errotto la sua presenza alla 24 di Asti), corre nell'Anonima alle tre del mattino con Giorgio Prasso e Giuseppe Bagarolo, altri affezionati a questa gara che portano a termine per la 35.ma volta.


Quest'anno esordiscono nella 24 di Asti sei nuove squadre, per ora la meglio piazzata in classifica è la Podistica Valle Grana che occupa un provvisorio ottavo posto, seguita dall'Olimpiatletica, attualmente dodicesima.
In attesa dell'alba, siamo all'ora 15: con Fabio Castellino, autore di un bel 17.019 metri (ma la vittoria di tappa va a Silvio Paluzzi di Mondovì che lo precede di una trentina di metri), il Dragonero recupera oltre due km alla Brancaleone ed ora ne ha cinque di vantaggio sui diretti avversari. Buona prova d'insieme per il Tapporosso, in gara con la Gate Cral Inps per il sesto posto, ma a oltre 30 km dalla testa.

Silvio Paluzzi (5) e Fabio Castellino (22): due OVER 17 nella stessa ora

Con l'alba si consolida il bel tempo, cielo parzialmente coperto con sprazzi di azzurro, ma la temperatura è scesa a 4-5 gradi, sono queste per consuetudine le ore più fredde, anche se niente di paragonabile ai 7 sotto zero di qualche anno fa.

Massimo Galfrè si esprime con una rilevante prestazione di 17.168 km a soli due metri dalla seconda piazza e spazza via così le restanti flebili speranze di vittoria della Brancaleone, che ora è staccata di otto km. Ancora qualche incertezza sulla terza posizione, tra Vittorio Alfieri e Pam Mondovì distanziate di meno di due km, che si giocheranno il podio nelle ultime sei ore.
Gli astigiani tengono in riserva il forte Jido Ed Derraz quale ultima carta da giocare: Jido, in non buone condizioni fisiche, verrà utilizzato nell'ultima ora solo in caso di necessità.


Massimo Galfrè, 17168 km

Alle dieci del mattino è partita anche la serie domenicale della staffetta bambini, la 24 x1 giro che vede impegnate quest'anno cinque squadre: dopo il Castell'Alfero e la Ferrero, che si sono cimentate sabato pomeriggio, la mattina della domenica è riservata alle tre formazioni astigiane della Vittorio Alfieri, del Progetto Junior e della Cepim.
Anche se i risultati cronometrici hanno poco significato, è da rilevare l'ottimo comportamento dei bambini della Ferrero che hanno stabilito un record, scendendo per la prima volta sotto i 40 minuti con i loro 24 frazionisti impegnati su un giro di 422 metri (si corre in quarta corsia): giovanissimi nati tra il 2005 e il 2011 che hanno coperto 10.130 metri in 39 minuti 58".


Sono ancora le dieci del mattino quando scende in pista Gianna Castiati. E' la senatrice della 24x1 ora di Asti, la podista che vanta il maggior numero
di presenze nella storia della staffetta, sono ben 39 le sue partecipazioni a partire dall'esordio nel 1978. Intanto Irene Baccelliere (Brancaleone) si migliora di 300 metri fino a 15.313 km che le danno il secondo posto nella classifica individuale femminile.
L'albese Mario Ranzone è lo "straniero" (nel senso di non astigiano) con più presenze a questa gara: con la prova odierna, ottenuta sabato alle 21, sale a quota 35.

Gianna Castiati, senatrice

Ultime frazioni senza storia e con il favore del bel tempo. Il Dragonero incrementa ancora il vantaggio portandolo nell'ultima ora a quasi 9 km con Marco Pollano, che corre sul filo dei 17 km e ne rifila 2 al brancaleonino Scoffone. La Vittorio Alfieri termina in sordina a 21 km dalla vetta, quanto basta per respingere l'attacco al terzo posto del Pam Mondovì.
Molto staccate le altre formazioni, con la Ferrero che regola la Gate, ma siamo a 50 km più sotto.





Il titolo femminile va ancora una volta alla Brancaleone che, priva delle sue donne di punta, dirottate nella squadra assoluta, si deve accontentare di una prestazione appena sotto i 300 km. Tra le formazioni non competitive il miglior totale chilometrico va al Sollazzo Team, squadra ligure che raccoglie elementi un po' di tutte le società della regione. I quasi 330 km collezionati gli assegnano un teorico settimo posto nella classifica assoluta.
Con questa vittoria il Dragonero si porta a quota 8, consolidando il secondo posto alle spalle della Vittorio Alfieri, 11 successi.
Segue la Brancaleone con 5 vittorie. Alla fine saranno quasi 11.000 i km percorsi in totale.


Conclusione come sempre in bellezza con l'ottima birra offerta da Biberach, la graditissima Nutella dalla Ferrero, lo spettacolo dei bravi sbandieratori di Costigliole e la musica ottimamente mixata dall'abile disc jockey Franco Russo.

Autorità in corsa: Nicolas Daragon (30), sindaco di Valence,
Piero Vercelli, assessore ai Servizi Sociali di Asti e
Norbert Zaidler, sindaco di Biberach

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